Concorso a cattedra: non si diventa insegnanti in un quarto d'ora. Lettera

da http://www.orizzontescuola.it/news/concorso-cattedra-non-si-diventa-insegnanti-quarto-dora-lettera

di redazione

La scrittura è una forma d'arte e di comunicazione che come tale necessita di modularsi in base al contesto, all'obiettivo da raggiungere, alle richieste ed alle aspettative dei suoi destinatari. Ciò che conta davvero è la relazione che si instaura tra chi scrive e chi leggerà, della quale la scrittura si fa veicolo.

La sensazione nel prepararmi allo scritto è una sensazione di smarrimento; quale sarà la tecnica più efficace? Non è facile scrivere senza un destinatario conosciuto, senza sapere i criteri che verranno maggiormente presi in considerazione. Un salto nel vuoto. Scrivo, mi esercito. Per ignoti.

La conseguenza di ciò è che stiamo diventando come operai intenti confezionare Uda complete e sintetiche alla velocità della luce, condensando al loro interno il più alto concentrato di terminologia specifica (non si sa mai che a scremare gli scritti ci sia un software). Ciò che ne risulta è una serie di compitini aridi e impersonali, vuoti.

Termino elogiando la lentezza, la lentezza che ci permette di andare a fondo nella conoscenza, vederla da prospettive differenti, poterla rivoltare, rinnovare, ricreare, far maturare col tempo e l'esperienza. In fondo è quello che ci viene chiesto nel nostro lavoro: prenderci il tempo di insegnare a ciascuno secondo i suoi tempi e nel rispetto dei suoi talenti.

Non si diventa insegnanti in un quarto d'ora.

Paola Colombo

Arte & Musica